Termovalorizzatori

Il termovalorizzatore no, quello i fumi li produce. «La legge impone controlli analitici semestrali, ma da noi sono mensili e i campionamenti quotidiani», dice Pescatori.

Quindi anche i dati sono puntuali. Dall'inceneritore escono ogni anno 451,8 chili di ossido di carbonio, che detti così sembrano un'enormità ma corrispondono alle emissioni di tre utilitarie a benzina catalizzate che percorrono 10mila chilometri all'anno in città. Polveri: quantità annua uguale a quella emessa da 990 auto. Ossidi di azoto: 7.600 auto. Diossine: 366mila auto. Tanto, a prima vista; ma equivale a due-tre giorni di traffico sulla tangenziale di Mestre, dove quotidianamente transitano circa 150mila veicoli. «In ogni caso - puntualizzano i tecnici veneziani - se la legge pone un tetto pari a 100, noi non superiamo quota 10».

E nel 2009 l'impianto sarà aggiornato con le ultime tecnologie disponibili, mentre una nuova turbina triplicherà il rendimento energetico per la produzione di elettricità.
Morale. Venezia ha quasi eliminato le discariche, produce e vende energia (guadagnandoci) e risparmia sulle spese di trasporto. L'Enel usa combustibile più ecologico e più economico del carbone.

La Campania, che non vuole i termovalorizzatori e ha esaurito le discariche, deve portare i rifiuti in Germania pagando lo smaltimento e il trasporto con una quantità di camion che inquinano molto più di un inceneritore. E i tedeschi si fregano le mani perché con la «munnezza» producono energia da rivenderci a caro prezzo.

La mappa degli inceneritori Sono in tutto 50 gli impianti di incenerimento operativi in Italia nel 2006, di cui 48 a pieno regime. Di questi la maggior parte (13) si trovano in Lombardia e 48 su 50 sono termovalorizzatori, cioé inceneritori di rifiuti con recupero di energia.

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Allarme imballaggi che finiscono nella spazzatura

Dal 2000 ad oggi, secondo le stime di Coldiretti, c'é stato un aumento di 1 milione di tonnellate di imballaggi che finiscono nella spazzatura (un incremento del 9 per cento), prodotti, per oltre due terzi del totale dal settore agroalimentare. Le cause vanno cercate sia nelle "strategie di marketing, che puntano sulle confezioni" sia nella "tendenza alla riduzione dei formati a favore dei single e delle famiglie sempre meno numerose". Proprio nel caso dei prodotti alimentari il costo degli imballaggi supera spesso quello del contenuto. recupero

La ricetta passa allora per l'incentivo al consumo dei prodotti che non producono imballaggi come "l'acquisto diretto nelle aziende agricole o nei distributori di vino o di latte sfusi che consentono di risparmiare fino al 40 per cento rispetto al prezzo del latte fresco". Ma anche nella scelta di prodotti freschi, oppure delle confezioni famiglia al posto delle monodose, nell'acquisto di prodotti usa e getta solo se in materiale riciclabile. Il tutto da riporre nelle 'bioshoppers', cioé nelle borse fatte con materiali biodegradabili oppure di tela, al posto della tradizionale borsa di plastica. Ridurre gli imballaggi insomma "dà una mano al portafoglio - dice Sergio Marini, presidente di Coldiretti - ma anche all'ambiente".

Se poi i cittadini, come già hanno iniziato a fare, "imparassero a differenziare i rifiuti organici, da cui si può ottenere il compost anche in casa, avremmo città più pulite e terreni più fertili". Secondo Coldiretti, sono in aumento le famiglie impegnate a recuperare gli scarti alimentari che finiscono nella pattumiera, che corrispondono a circa 561 euro, pari al dieci per cento della spesa totale.

Oggi infatti é possibile produrre il compost, cioé il fertilizzante ottenuto dal compostaggio degli scarti alimentari, direttamente sul terrazzo di casa. "Basta utilizzare una compostiera - spiegano - una sorta di scatola grande come un piccolo bidone, facilmente reperibile nei negozi specializzati. Al suo interno gli avanzi di cibo, scarti vegetali, ma anche rami e foglie, attraverso una reazione chimica, si trasformano in compost subito utilizzabile".

Cannaregio all'Arsenale i sacchi neri si raccolgono a mano

Marghera (Venezia) - Se c'è una città che dovrebbe annegare nei rifiuti non è Napoli ma Venezia. Più facile imporre la raccolta differenziata alle massaie di Piedigrotta che ai milioni di turisti della Serenissima. E prima di piazzare i cassonetti bisognerebbe inventare camion della nettezza urbana che scavalcano ponti e campielli. Invece da Cannaregio all'Arsenale i sacchi neri si raccolgono a mano, al mattino presto, porta a porta, con i carrelli, e le calli si puliscono come cent'anni fa, con la scopa.

L'immondizia viene caricata su barchini a remi, perché alle cinque del mattino nessuno vuole essere svegliato dal borbottio dei fuoribordo. I barchini scaricano su barconi, i barconi su chiatte, e le chiatte approdano a un pontile tra Porto Marghera e Fusina, lungo un canale che sbocca in laguna. Qui sorge il Grande Collettore, a otto chilometri dal campanile di San Marco. E qui avviene il miracolo. Le «scoasse» veneziane sono attese da un impianto unico in Italia che le prende, le seleziona, le ingoia, le ricicla.

Un inceneritore genera energia elettrica per la vicina centrale Enel e due impianti a «biocelle» producono compost (fertilizzante agricolo) e combustibile che la stessa Enel e altre centrali bruciano al posto del carbone. I residui ferrosi vengono venduti. Altro che discarica: quella gestita dalla società Ecoprogetto Venezia è un'industria che produce energia da una materia prima abbondante, inesauribile e a buon mercato. I rifiuti.

A Trastevere grande raccolta differenziata

Una nuova raccolta differenziata è partita a Roma nel rione Trastevere. Separati gli scarti alimentari dalla carta alla plastica, con sacchi di diverso colore consegnati dalla soc.del comune di Roma AMA, e ritirati con un preciso orario e calendario . Dopo un primo rodaggio, la nuova raccolta sembra riscuotere un notevole consenso da parte dei residenti.

Roma è tra le città che producono più rifiuti: quasi due milioni di tonnellate l'anno. Pertanto il recupero di materiale riciclabile può essere una nuova risorsa per la città e per i cittadini che la frequentano. ottenendo molti vantaggi dal decoro e pulizia delle strade , al recupero di molte risorse che viceversa andrebbero sprecate. Per non parlare del costo per le discariche e inceneritori.
differenziata

Una grande percentuale di questi rifiuti, come carta, vetro, metallo, plastica e scarti alimentari, deve essere raccolta in modo differenziato per essere riciclata, come prevede la legge.

Sono stati consegnati biopattumiere e sacchetti di carta per gli scarti alimentari per ottenere il compost da utilizzare in agricoltura. E sacchi di diverso colore per il recupero di carta , plastica e metalli. Per informazioni numero verde AMA 800 867035. www.amaroma.it il sito dove trovare tutte le spiegazioni e gli orari del ritiro materiali.

Per questo la nuova dirigenza, d’intesa con l’amministrazione comunale e in rapporto con gli uffici tecnici della Regione Lazio, ha lavorato e sta lavorando per: a) incrementare al massimo la raccolta differenziata, anche tramite l’estensione del sistema di raccolta “porta a porta”: entro l’inizio del 2010 ai 5 quartieri in cui è già partito il servizio (Colli Aniene, Decima, Massimina, Trastevere e Villaggio Olimpico) si aggiungerà il Torrino Sud e l’intero I municipio dove, compresi i lavoratori delle grandi utenze, inciderà su oltre 150mila cittadini. Attualmente la raccolta differenziata è al 21,4% con un incremento del 2,1% rispetto al 19,3% dello scorso anno (comparazione tra il primo trimestre 2008 e il primo trimestre 2009).

Partecipare alla cartoniadi è importante!

In palio oltre al premio messo in palio da Comieco infatti c'è molto di più: la cultura del riciclo e del rispetto dell'ambiente. Pensate: basterebbe che ciascuno, ogni mese, conferisse solamente, ad esempio, 3 scatole di pasta, 2 sacchetti di carta, 1 portauova, 1 quotidiano e 1 rivista in più per aumentare di 1 Kg la raccolta procapite! Da un piccolo gesto un grande risultato: meno sprechi, più risorse e un ambiente più pulito!

 


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