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DIOSSINA NEL LATTE, chiusi allevamenti: 100 indagati

NAPOLI - L'attenzione è concentrata in particolare su 83 aziende che hanno rifornito di latte 29 caseifici nei quali è stata evidenziata la presenza anomala di diossina. Ora si attendono i risultati delle analisi sui campioni prelevati dall'Istituto zooprofilattico sperimentale di Portici (Napoli) e portati nei laboratori per le diossine di Teramo. I carabinieri del Nas hanno effettuato prelievi. 120 i controlli effettuati in 24 ore: oltre a ingenti quantità di mozzarelle, sono state trovate fialette di anabolizzanti e di ormoni della crescita. Le persone indagate sono gestori di caseifici, funzionari pubblici, titolari di aziende bufaline. Le ipotesi accusatorie sulla quale si indaga sono avvelenamento di sostanze alimentari, frode, commercializ zazione di prodotti adulterati.

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Allarme Diossina in Germania
GranBretagna e Olanda

Allarme maiali contaminati : Diossina .

Oltre 4.700 tra fattorie e aziende agroalimentari tedesche, in maggior parte in Bassa Sassonia, sono state provvisoriamente chiuse a causa del rischio di contaminazione da diossina. Lo ha annunciato ieri sera il ministero dell'Agricoltura tedesco. I provvedimenti sono stati presi in via cautelativa.
Delle 4.709 fattorie e aziende interessate, 4.468 sono in Bassa Sassonia, la cui capitale è Hannover, ha precisato il ministero, fornendo un bilancio delle misure prese dai diversi Lander (regioni) implicati nello scandalo.
maialiA essere coinvolti sono gli allevamenti di maiali.
Gli scorsi novembre e dicembre sono stati consegnate in Bassa Sassonia 2.500 delle 3.000 tonnellate di grassi alimentari contaminati dalla diossina, utilizzati poi in mangimi e foraggio.

In Germania, il numero delle regioni colpite e' passato da otto a 10 su 16: alla lista si sono aggiunte l'Assia e il Baden-Wuerttemberg, ma il caso non e' particolarmente allarmante, ha tenuto a sottolineare Bruxelles, che ha parlato di un livello di contaminazione ''relativamente basso''. Nel caso dell'Assia, e' emerso che 320 cuccioli di maiali allevati con il mangime contaminato sono stati consegnati a una fattoria nell'Est della regione, mentre il ministero della Agricoltura del Baden-Wuert temberg ha annunciato che prodotti contaminati - in particolare carne di maiale e uova - sono stati venduti ad aziende del Land.
Fino a ieri (mercoledì, ndr), le regioni coinvolte, secondo quanto aveva detto il ministro dell'Agricoltura e della protezione dei consumatori tedesco, Ilse Aigner, erano il Brandeburgo, Amburgo, la Bassa Sassonia, il Nord Reno-Westfalia, la Sassonia, la Sassonia-Anhalt, lo Schleswig-Holstein e la Turingia.


Lo scandalo si allarga

Lo scandalo delle uova e dei mangimi alla diossina si allarga in Germania e, dopo l'Olanda, colpisce anche il Regno Unito, dove sono stati esportati - secondo quanto ha annunciato oggi (ieri, ndr) la Commissione europea - prodotti alimentari contenenti tracce di questa sostanza. Da Bruxelles, il portavoce del Commissario europeo per la Salute John Dalli ha spiegato che nelle uova analizzate in Germania e' stato trovato un livello di contaminazione da diossina pari a ''12-16 picogrammi, ovvero 3-4 volte superiore a quanto ammesso''.

''Secondo il ministro della Sanita' tedesco - ha proseguito il portavoce di Dalli, Frederic Vincent - sono livelli non pericolosi per la vita umana''. Per avere un'idea delle dimensioni del problema, il portavoce ha ricordato che nello scandalo dei mangimi contaminati che esplose in Belgio nel maggio 1999 i livelli erano ''100 volte superiori''.


Resta il fatto che i prodotti contaminati non sono stati esportati soltanto in Olanda, come si pensava fino a ieri. Secondo le informazioni ricevute dalla Commissione, due lotti di uova ''potenzialmente contaminate'' sono usciti dal Paese per essere consegnati in Olanda.
uovo Il primo, il 3 dicembre, e' stato ''trasformato'' e a sua volta esportato nel Regno Unito. Il secondo, il 15 dicembre, e' stato mescolato con altre uova e suddiviso in tre lotti, dei quali ''uno e' stato congelato, e degli altri due ancora non si sa la destinazione''.
ANSA 7.1.2011

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