Lo Spam e le black list (RBL)

Quasi tutti sono d'accordo sul fatto che lo SPAM (invio su larga scala di mail non richieste) sia un distrubo, per non dire una piaga, di cui si può volentieri fare a meno e da cui ci si deve difendere.

Tecnicamente è possibile inviare spam utilizzando un qualsiasi server SMTP in rete, che per intrinseca natura permette il RELAY, cioè la possibilità di essere utilizzato per inviare posta, ai suoi client.

I problemi da affrontare, per gli amministratori di un server di posta sono :

1- Impedire che il proprio server sia utilizzato per inviare spam in rete;

2- Limitare e filtrare il più possibile le mail di spam destinate agli utenti locali;

3- Evitare che il proprio server sia inserito in Black List contenenti indirizzi di server usati per spam di pubblicità.

Il problema può venire da qualsiasi utente che è autorizzato ad usare il server e ne abusa consapevolmente, perchè lui è lo spammer, o senza saperlo, perchè vittima di qualcuno o qualcosa che abusa del suo computer. Questo vale anche e soprattutto per server in rete, anche con tutt'altre funzioni, nel momento in cui vengono violati da un cracker che si mette ad utilizzarli per spammare ferocemente.

 

Spamming:

Ci sono persone sulla rete che disturbano inviando un sacco di posta non richiesta. Stiamo parlando degli SPAMMERS, JUNKERS o MAILBOMBERS.
Potremmo classificarli in questo modo:
1. Junk Mailers: chi invia annunci commerciali non richiesti
2. Mailbombers: chi invia un' enorme quantita' di posta per inondare le mailbox di altri utenti, costringendoli a sprecare molto tempo nel tentativo di smaltirla
3. Forgers: chi invia messaggi ad altri inserendo il tuo nome ed indirizzo e-mail all' interno
4.Nuisances: chi vuole disturbare per qualche ragione o senza ragione.
Qualche volta capita di ricevere un messaggio che recita cosi': 'Bla, bla...ti abbiamo inserito nella nostra mailing list...bla, bla...per evitare di ricevere la nostra posta puoi spedire una e-mail a unsubscribe@bla.bla.com...etc...'
Beh, permettimi di dire una cosa: tu stai pagando per la tua connessione ed il tuo spazio su disco, perche' dovresti perdere tempo e denaro ricevendo quella posta? Chi autorizza questi spammer a disturbarti? Percio' non dovresti rispondere, ma dovresti inviare una lamentela.
Prevenzione
1. Non registrarti qua e la' sulla rete: se sei registrato su migliaia di siti, prima o poi potresti ricevere junk mail (posta spazzatura). Certo, a volte devi registrarti per ricevere dei servizi...Ok, io ti suggerisco solamente: non registrarti su TUTTI i siti che visiti! Inoltre, i siti seri non danno il tuo indirizzo e-mail agli spammer!
2. Molti spammer comprano CD-ROM contenenti indirizzi e-mail, di solito raccolti sui gruppi Usenet o posti simili, cosi', se stai inviando un messaggio a qualche newsgroup, e sei preoccupato di scatenare flame o spamming, potresti usare un remailer anonimo.
Spesso gli spammer raccolgono indirizzi e-mail all' interno dei newsgroups usando degli 'spider' (lett. 'ragni') che girano nei newsgroups e raccolgo no indirizzi (come alcuni motori di ricerca, che girano su Internet con lo scopo di raccogliere URL seguendo i link sulle pagine web). Cosi', se stai inviando un messaggio, diciamo a news.admin.net-abuse.misc, dovresti camuffare il tuo indirizzo e-mail reale (oppure usare un remailer anonimo).
Spesso la gente invia messaggi con indirizzi falsi come questo: 'mitt*ente@mio*indiri*zzo.com' con le istruzioni per 'sistemare' l' indirizzo ('se vuoi rispondere, devi solo eliminare gli asterischi dall' indirizzo...').
Beh, funziona, perche' gli 'spider' non capiscono le tue istruzioni...Potresi usare un indirizzo falso come questo: 'mitt*nte@mioi$dirizzo.com' (con queste istruzioni: 'se vuoi rispondere, devi solo spstituire '*' con 'e' e sostituire '$' 'n'...').
Beh, gli spider NON POSSONO CAPIRE le tue istruzioni, perche' sono abbastanza stupidi...

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano
ha, eseguito 26 ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli appartenenti a due associazioni per delinquere, responsabili di una serie di truffe perpetrate verso centinaia di utenti fruitori di servizi home banking, mediante la tecnica meglio conosciuta sotto il nome di “phishing”.

Il meccanismo illecito è stato individuato anche grazie ad un capillare raccordo info-investigativo tra il “Fraud Management” di Poste Italiane e i militari della Guardia di Finanza, che hanno monitorato in tempo reale le attivazioni di carte postepay, inizialmente sul territorio di Milano e poi sull’intero territorio nazionale.

La Confessione!!

L’hacker informatico del gruppo, durante l’interrogatorio, ha confessato di aver inviato i messaggi di posta elettronica, simulandone la provenienza da parte di Poste Italiane, facendo confluire le credenziali di accesso su caselle di posta elettronica di provider operanti in Italia ma con server all’estero.

Successivamente entrava nei conti correnti degli utenti frodati e li svuotava , trasferendo le somme presenti su carte postepay attivate dai membri della organizzazione criminale.

I furbi sono ovunque. Attenzione !