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quadri


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buttiglione

"Con le donne io meglio di Silvio".
Libero.it

'Io so corteggiare, Berlusconi no!
E posso dimostrarglielo in qualsiasi momento' !
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Parola di Vittorio Sgarbi? No, questa volta a mostrare la ruota da pavone è un insospettabile tombeur des femmes, Rocco Buttiglione. L'ultra-cattolico, il paradigma del centrismo anche un po' bigotto si sbottona e lancia il guanto di sfida al seduttore per antonomasia degli ultimi 20 anni della politica italiana.

In un'intervista a tutto campo su A, ( in edicola il mercoledì), l'esponente Udc si lascia andare. Prima, da fine psicologo, delinea le motivazioni dei comportamenti del premier: "Silvio ha amato sinceramente la moglie e la rottura è stato un trauma profondo che ha cercato di superare nel modo peggiore. Il bunga bunga è stato la risposta al dolore. Io l'ho ascoltato parlare di Veronica: non la vedeva come un oggetto sessuale, era la donna della vita, la madre dei suoi figli...". Insomma, il Cav ha perso il suo solo grande amore e, spiega Buttiglione, "se uno lo dimentica e se lo lascia sfuggire, la vita perde luminosità, diventa opaca, forse triste".

Infatti, prosegue Rocco, Silvio "non ricorda più come si ama. Anzi, con scelte e parole, ha appiccato un incendio nella società. I giovani ripetono quasi con orgoglio: 'Amo le donne come Berlusconi'. Beh, quello non è amare le donne. Amare è imparare a 'leggere' la loro testa, i loro sentimenti, le loro sensazioni, i loro stati d'animo. Il premier ha una maledetta paura del mondo femminile. Le barzellette, le piccole volgarità, gli apprezzamenti da bar dello sport sono solo un modo per sfuggire l'impatto profondo con quell'universo. Ma più uno fa il gradasso, più uno tenta di ridurre la donna ad oggetto sessuale più vuol dire che si sente insicuro, incapace di gestire la situazione".

Buttiglione, rapito dall'estasi amorosa, si concede anche una dichiarazione fatta e finita per Beatrice Lorenzini (Pdl), la sua deputata preferita: "L'ho conquistata con un versetto di Jan Lechon, un poeta polacco: 'Non c'è né cielo né terra, né vette né abissi, c'è solo Beatrice'". Il Parlamento, però, non è un postribolo in cui le onorevoli entrano dopo essere passate da qualche altra camera: "Magari in qualche caso sarà pure vero, ma così pagano tutte e Silvio non ha mai battuto i pugni sul tavolo, non ha mai detto basta. Non lo fa lui? Allora lo faccio io. Certo a una come Beatrice non servono difese: è intelligente, ha testa, ha qualità, ha personalità. È come lei tante, tantissime donne del Pdl"...

28.06.2011 Libero-news.it

giordano

Lo zio Remo
di MarioGiordano

Certo che siamo ridotti davvero male: ci tocca pure rimpiangere Remo Gaspari.
Era «sobrio», dice il Corriere della Sera, era «pulito», sottolinea la Stampa, «Remo Gaspari, politico all’americana» titola addirittura il Manifesto (il Manifesto!), «Portò l’Abruzzo al Nord», celebra il Sole 24 Ore (il Sole 24 Ore!) mentre il quotidiano cattolico Avvenire lo benedice con l’assoluzione finale: «Gaspari, ovvero la politica che mai si fece casta».

Una rassegna stampa sontuosa che diventa un atto d’accusa spietato per i nostri politici di oggi: che cosa sono mai diventati se al confronto persino il vecchio «zio Remo» diventa un esempio di sobrietà, pulizia, gestione «all’americana» e soprattutto anticasta?

L’altro giorno, in Abruzzo, un politico locale mi ricordava con ilare gratitudine: «Zio Remo era fortissimo: riuscì a riempire le Poste di nostri concittadini. Persino il direttore dell’ufficio di Aosta era un abruzzese». Forse è vero, come ha ricordato un nostalgico Gian Antonio Stella, che Gaspari viveva in modo semplice e andava in vacanza alla pensione Sabrina di Vasto mangiando rigatoni, pecorino e uova sode.

Però è anche vero che, parlandone da vivo, è stato uno dei principi del clientelismo, un re della raccomandazione, uno di quei rappresentanti della Dc che ha contribuito a creare, grazie a comportamenti scellerati, il gran debito pubblico che ci grava sulle spalle e ci costa ancora oggi così caro. Magari, ecco, mangiava davvero uova sode. Però il risultato, per restare in tema, non è stato per nulla sodo e nemmeno alla coque. Anzi, a dirla tutta, è stata una bella frittata.

Per carità, si deve rispetto a tutti i morti e zio Remo, per altro, fece del gran bene ai suoi concittadini. Come dimenticare? Raccontano i commossi coccodrilli che fece costruire nel suo paese, Gissi, sul cucuzzolo di una montagna, una piscina olimpionica e un ospedale da 180 posti letto (un po' troppi per Gissi?). Si vantava anche di aver «cambiato il clima», facendo diventare nella sua terra l’inverno meno freddo e l’estate meno calda. Uomo di potere, si capisce. Ci si dimentica di ricordare, però, che tutte queste belle iniziative del potere non erano gratis: passavano per la Cassa del Mezzogiorno, un giochetto che in cinquant’anni è costato al contribuente italiano 529mila miliardi, 34,5 miliardi di vecchie lire al giorno.

Soldi buttati, spese inutili per lo più, o meglio utili solo a portar voti ai politici del luogo....

21.7.2011

extraparlamentare

Ilweb giura:la talpa è Caruso!


Il velo di mistero sull’ identità di Spider Truman, il sedicente precario che su Facebook promette da giorni di svelare i segreti della casta , senza in realtà scucire mai niente di nuovo, sta per essere squarciato.

Almeno secondo il blog Il mio pensiero: l’ autore, analizzando l’indirizzo internet associato alla pagina, è risalito a un nome noto: quello di Francesco Caruso, no global ed ex parlamentare di Rifondazione Comunista.

Insomma, altro che portaborse precario, Spider Truman sarebbe un ex di quella che lui stesso definisce casta. Intanto, la popolarità del sedicente precario scema di ora in ora. Sono parecchi gli insulti recapitati sulla sua pagina. Contarli tutti è impossibile. Anche perché molti sono stati censurati. Così come si è volatilizzato il post in cui il nostro lanciava «una manifestazione degli indignati» per il 15 ottobre. Anche in questo caso la pagina è stata investita da una valanga di insulti. Tutti prontamente cancellati.

IlGiornale.it 22.7.2011

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