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Spesso leggere i giornali è deprimente , pertanto gli articoli che hanno un tono ironico sono molto più apprezzati, si leggono fino in fondo. Vogliamo sottolineare i più divertenti anche per non prendere troppo sul serio notizie che alla fine si rivelano delle lotte di potere o delle vere e proprie bufale.

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La Silviostalgia del Corriere: han paura del nemico più fortedi Francesco Borgonovo

Il quotidiano non può prendersela con Monti così punta il dito contro il Cav: a lui tutte le colpe. Perché lo temono ancora.

Ieri sulla prima pagina del Corriere della sera è apparso un sintomatico editoriale di Giovanni Sartori intitolato “Una politica a corto di idee”. Il professore, ancora evidentemente provato dai brindisi natalizi, ci ha tenuto a spiegare che da mezzo secolo a questa parte, «dalla politica italiana non nasce una sola idea». Verrebbe da chiedersi se l’illustre accademico finora sia vissuto su Saturno, ma continuando a leggere si capisce che ogni parola dell’articolo (un guazzabuglio in cui ciascuna frase contraddice la precedente e tutte insieme contraddicono il pensiero sartoriano dell’ultimo ventennio) serve a riempire lo spazio necessario per giungere alla fine, dove si trova l’unico periodo importante. Conclude infatti Sartori: «Noi siamo precipitati nel momento in cui la stupidità della sinistra, allora di D’Alema e Violante, ha consegnato il Paese a Berlusconi regalandogli tutta o quasi tutta la televisione».

A prima vista sembra che non sia la politica a soffrire di carenza d’idee, bensì il primo quotidiano italiano, ridotto - in pieno governo tecnico - a scagliarsi per l’ennesima volta contro il Cavaliere. In realtà, tuttavia, l’editoriale sartoresco è rivelatore di un sentimento più profondo, che da qualche settimana trasuda dai giornali italici: la nostalgia del Biscione, altrimenti nota come Silviostalgia. Attenzione però: non si tratta banalmente del desiderio di riavere un capro espiatorio su cui concentrare tutto il proprio odio e scaricare ogni problema del Paese. La nostalgia sta lentamente scolorando nel timore. La conclusione dell’articolo di Sartori dimostra che, nel cinquantennale grigiore partitocratico, la più significativa novità della politica nostrana è stato proprio il berlusconismo. E ora che il suo ispiratore non è più al governo, l’orizzonte è ritornato cupo. Leader alternativi non se ne vedono. Del resto, dove andarli a cercare? Nel terzo polo dei bolliti? Nei progetti postdemocristiani e solidarizzanti del ministro Riccardi da Sant’Egidio? Davvero qualcuno pensa che da lì possa scaturire una forza in grado di guidare l’Italia nel prossimo futuro? Per favore.

Ecco allora che l’unico condottiero disponibile sulla piazza è ancora una volta lui, Berlusconi. Il quale due giorni fa ha dato segno di non essere affatto morto e sepolto, anzi, pare in salute e pronto alla pugna. Un vero disastro per quanti fino a due mesi fa l’hanno osteggiato dipingendolo come il grande Satana. Anche perché, nell’era Monti, le balle diffuse sul suo conto cominciano a cadere una via l’altra. L’hanno trattato come un mascalzone disonesto, tentando di scalzarlo per via giudiziaria. I teoremi però crollano: nelle scorse settimane sono arrivate prima l’assoluzione nel processo Mediatrade, poi le dichiarazioni dell’avvocato Mills secondo cui il Cavaliere non avrebbe corrotto proprio nessuno. Hanno detto che, senza di lui, l’economia italiana si sarebbe ripresa: ed ecco che, con Monti al timone, lo spread continua a darci tormento, le borse traballano e la ripresa non si vede. Anzi, arrivano più tasse e zero tagli.

Sostenevano che il Cav ci faceva vivere nella videocrazia, fuori dalla realtà, in un mondo fatato in cui tutti i ristoranti sono pieni. Bene, grazie ai tecnici e alla loro bella iniezione di depressione, i consumi sono sprofondati e la crisi si aggrava. Potremmo continuare parlando di informazione, che si voleva fascistizzata e blindata sulla volontà del capo, a partire dal Tg1 minzoliniano. Adesso Minzo non c’è più, ma gli ascolti non si impennano e la stampa tutta, militarizzata, non ammette critica alcuna ai tecnici.
Motivi per rimpiangere Berlusconi ce ne sono, e agli occhi dei suoi avversari si tramutano in altrettante ragioni per temerlo. La Silviostalgia cresce, e ai Sartori di turno non resta che bere per dimenticare. Se lo spread non scende di un punto, magari un bicchierino di Punt e mes può aiutare.

28/12/2011 Libero.it

TUTTI i misteri del drago.
Borgonovo-Tedoldi

dragoARCORE. Anche detta la Babilonia di Brianza, è il comune lombardo in cui il Male si è manifestato, infestando villa San Martino. I cittadini, che prima del bunga bunga erano gente timorata e devota, ora si abbandonano a scene di cannibalismo, sodomia e sacrifici umani durante la passeggiata del sabato pomeriggio. La domenica si celebrano messe nere e la tortura del catrame e delle piume sugli inviati di Santoro..

BEGAN, Sabina. Detta la Favorita o l’Ape regina, anche se lei preferisce altre specie animali. Ha detto di sé: «Il bunga bunga sono io, è il mio soprannome. Io sono un po’ scimmia». Di lei si ricordano il sobrio tatuaggio sul piede (una farfalla con la scritta: «L’incontro che mi ha cambiato la vita. S.B.») e il disinteressato eroismo. Infatti è andata in tv a dire: «Provo amore vero per Berlusconi», «io sono la colpevole di tutte queste feste». Una martire della libertà.

BERARDI, Iris. 18enne di origini brasiliane ma residente a Forlì, avrebbe partecipato alla terza notte di bunga bunga a villa San Martino, con Ruby e Barbara Faggioli. Per un certo periodo la si è considerata la “seconda minorenne” dopo Ruby, ma pare escluso che abbia avuto contatti ravvicinati col Drago prima della maggiore età e da allora non se la fila più nessuno. Pensa di cambiare la sua data di nascita e tornare minorenne, cosicché qualcuno la noti.

BOCCASSINI, Ilda. Detta Ilda la Rossa per il colore dei capelli e delle simpatie politiche. Grande Inquisitrice del Drago, lo bracca come un segugio da quasi vent’anni. Pare che Dostoevskij si sia ispirato a lei per l’omonimo personaggio. Il quale però votava PdL.

BUNGA BUNGA. Antico rito iniziatico a carattere sessuale di origine nord-africana, che il Drago avrebbe assimilato da Gheddafi durante una visita in Libia. Si sà che sono previsti costumi da infermiera e poliziotta.

BUSTE. Status symbol del bunga bunga. Chi ha la busta conta, chi non ce l’ha la desidera in modo ossessivo. Secondo Repubblica le distribuiva il ragionier Spinelli a mano, ché delle Poste italiane non si fida più nessuno. Si dice contenessero euro nell’ordine delle migliaia al fine di ricompensare le fanciulle dei festini. Secondo altri si tratta di semplice beneficenza. Pare che in alcune serate ad Arcore sia stato coinvolto Giancarlo Magalli assieme al Comitato di I Fatti vostri. Chiedevano alle ragazze: «Sceglie il vaso Ming o la busta?». Sceglievano tutte la busta.

CAMORRA, la. Perseguita Sara Tommasi (non è chiaro se nella realtà o nei sogni della soubrette). Dice Fabrizio Corona: mi ha rubato le foto del Drago nudo. Deve però avergliele restituite, visto che Corona domani andrà in tv a mostrarle. La Camorra smentisce: «Non diciamo nulla. Non esistiamo. L’unica Corona che conosciamo è la Sacra Corona Unita. E a questo Drago se lo vediamo ci spariamo».

CONCEICAO, Dos Santos Oliveira Michelle. Brasiliana, è una delle staffette del bunga bunga. È stata lei a telefonare al Drago informandolo che Ruby era in questura. A sua volta ha saputo di Ruby mentre stava dall’estetista, raggiunta da Caterina Pasquino, convivente di Ruby, denunciata dalla Pasquino per un furto di 3mila euro. Le migliori menti del giornalismo nazionale, da Mentana a Santoro, si sono interessate a Conceicao, neanche fosse la nuova ala destra del Milan. In particolare si voleva sapere che professione esercitasse. Si era in dubbio tra etnomusicologa e prostituta. In una puntata di Annozero, Santoro, con visibile imbarazzo del suo completo Armani, ha escluso l’etnomusicologia.

DELTA, struttura. Partorita dalla penna del romanziere Joseph Conrad, riportata d’attualità da Massimo Giannini di Repubblica che a rischio della vita ne ha svelato i sordidi scopi. Organizzazione segreta più crudele della Spectre. Ne fanno parte: Giorgio Mulè, Alessandro Sallusti, Giuliano Ferrara e il cattivissimo Claudio Brachino. La Delta complotta per conquistare il mondo e per il potere fine a se stesso. Peggiore di P2, P3, massoneria di rito scozzese, templari e Gozzilla quando non ha mangiato. Non capiamo perché non ci abbiano invitato a farne parte, in fondo siamo servi del Drago anche noi. Abbiamo cappucci e grembiulini pronti. A Sallù, dacce ’na mano, ricordate dell’amici.

dragoDRAGO, il. Perfido Don Rodrigo di Arcore, corruttore di minorenni, concussore, sfruttatore della prostituzione, vecchio porco. Giuseppe D’Avanzo lo ha definito «il Sultano» e sostiene si strangolerà avvoltolato nelle sue menzogne. Secondo il teologo Vito Mancuso è il diavolo in persona. Rovina la vita alle «vergini» e poi le paga, come ogni demonio sostiene di essere buono. Amico di Putin, nel lettone del russo ha rapporti sessuali per ore e ore con centinaia di donne assieme. Capo della struttura Delta, vuole conquistare il mondo. Pare che ucciderà il suo scherano traditore Emilio Fede e se lo mangerà. Vivo, perché Fede è immortale.

FEDE, Emilio. Giornalista, è indagato per favoreggiamento della prostituzione. Nessuno crede alla sua colpevolezza, tranne il comitato di redazione del Tg4 che freme dal desiderio di dare la notizia del suo arresto. Dicono abbia tradito il Drago facendo la cresta su un prestito a Lele Mora. Per questo la struttura Delta lo vuole morto.

FIDANZATA, del Drago. Essere mitologico. Come il mostro di Lochness, tutti sanno che esiste, ma nessuno l’ha vista. Tranne Alfonso Signorini, che da allora ha smesso l’abito di gesuita e docente di liceo ed è divenuto direttore di Chi.

MACRÌ, Nadia. 27 anni, siciliana, escort. Asserisce di aver partecipato a orge multiple con il Drago, il quale tra una fanciulla e l’altra si sciroppava un cocktail di Gatorade, Red Bull, Cialis e polvere da sparo. Ritenuta inaffidabile persino dai parenti, è stata creduta da Santoro, o perlomeno dal suo completo Armani.

MINETTI, Nicole. 25 anni da Rimini, detta anche - dai nemici - “la Madrelingua” o “la Maîtresse dentale”, ufficialmente igienista dentale del Drago, ex soubrette di Colorado cafè, è la grande sacerdotessa del bunga bunga. Accusata di sfruttamento della prostituzione per aver rifornito di fanciulle il Drago medesimo. Si è incasinata quando il Drago le ha ordinato di farsi affidare Ruby trattenuta in questura, smollandola poi a Conceicao Dos Santos Oliveira. Intercettata, mostra un lieve risentimento verso il Drago: «Non me ne fotte un cazzo se lui è il presidente del Consiglio, cioè, è un vecchio e basta. A me non me ne frega niente, non mi faccio prendere per il culo. Si sta comportando da pezzo di merda pur di salvare il suo culo flaccido». Il Drago l’ha invece definita: «Una splendida persona, intelligente, preparata, seria, si è laureata con il massimo dei voti, 110 e lode, si è pagata gli studi lavorando, è di madrelingua inglese». Una cosa è certa: senza di lei, i denti del Drago non saranno mai più gli stessi.

MORA, Lele. Detto da Repubblica «il Lenone», sarebbe il satrapo organizzatore delle feste per il Drago, al quale fornirebbe «vergini» dalla sua scuderia. Se il Drago voleva che Mora gli portasse vergini, fossimo in lui chiederemmo indietro i soldi.

MUBARAK, nipote di. Cioè Ruby, nome d’arte di Karima el Mahroug, 18 anni, marocchina, colei che finita in questura la sera del 27 maggio 2010 per aver sottratto 3mila euro alla coinquilina ha fatto partire l’inchiesta che ha sollevato il velo sul bunga bunga. Ritenuta da molti la favorita del Drago, sostiene di non essere mai stata da lui toccata, ma molto bonificata. Dotata di più travestimenti e identità di Fantomas, Diabolik e Satanik messi insieme, ha partecipato in veste di Maria Goretti alla trasmissione di Signorini e sparso in giro taccuini con elencate le cifre astronomiche che le avrebbe versato il Drago, compresi diamanti e qualche milione di euro. Ci sta prendendo tutti per il culo da mesi, e ha scatenato la rivoluzione contro suo zio. Ora va in tour nelle discoteche.

OLGETTINA, dimora. Detta anche “Orgettina”, è un pensionato per soubrette situato a Milano Due. Alla sera si organizzano ballo liscio e partite a canasta. Qualche volta scopone scientifico.

ROSSELLA, Carlo. Giornalista, dandy e arbiter elegantiarum, ha partecipato ad alcuni bunga bunga da lui definiti «per educande», dove si beveva solo Coca Light o al massimo un amaro: il Seme del Drago.

dragoSAN MARTINO, villa. Castello del Drago, già di proprietà della marchesa Casati Stampa, che pare vi svolgesse orge prima d’essere uccisa dal marito geloso. Secondo l’esorcista padre Amorth è posseduta dal demonio.

Secondo Giuseppe D’Avanzo è posseduta dal Drago. Secondo Vito Mancuso non fa differenza, visto che il Drago è il demonio.

SPINELLI, Giuseppe. Ragioniere, detto «Spin», «Spinaus» o «il Ragiunatt». Distributore di buste. Gran segretario del Drago, al quale ha venduto l’anima in cambio di un impiego da contabile. Pare arricci tre volte la coda all’arrivo dei dannati del bunga bunga.

TOMMASI, Sara. I suoi sms a Berlusconi sono stati intercettati nel filone napoletano dell’affaire bunga bunga. Fine intellettuale, laureata alla Bocconi. Da cui l’espressione milanese «fare Bocconi». Dice di sé: «La Camorra mi perseguita, spero che la polizia controlli gli aeroporti»; «mi mettevano la droga nei cocktail»; «apro le gambe per gentilezza se uno è simpatico»; «ho due fidanzati, un russo e un arabo, due gay»; «vorrei fare politica con Casini». Nei casini c’è già.

12/02/2011 libero.it

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