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Mostre:       ARTE   PITTURA     GALLERIA DI AUTORITRATTI                    Fede Galizia

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FedeGalizia

Fede Galizia [Milano 1578-1630] e' invece figlia del pittore e miniaturista Nunzio Galizia, che le insegno' a dipingere per renderla gia' autonoma alla eta' di soli dodici anni. A 16 anni, era gia' affermata come ritrattista e conosciuta per le composizioni di tema religioso, tanto da ricevere committenze pubbliche per le pale d'altare delle chiese di Milano.

Ritratto di Paolo Morigia.

La iscrizione che corre sul bordo superiore del dipinto ricorda il soggetto il  gesuita Paolo Morigia, storico milanese , e la data 1596. Si tratta della prima opera conosciuta di Fede Galizia, che esegui' questo dipinto alla eta' di diciotto anni, preceduto da un altro ritratto dello stesso Morigia, realizzato nel 1595 e andato perduto. Lo studioso milanese e' colto dopo aver scritto una poesia dedicata alla stessa artista; tra i volumi appoggiati sul tavolo compare la sua opera piu' famosa, la Nobilta' di Milano.

Fra Tardo manierismo e Barocco che in Europa, nelle Fiandre e nei Paesi Bassi, in Germania e in Spagna come in alcuni stati della penisola italiana, Milano e Roma . Un contesto europeo, fatto di contatti, relazioni e scambi, a dispetto delle spaccature politiche e dei conflitti religiosi che dividono i paesi.

Ad una ragazza era comunque impedito di appartenere alle Accademie artistiche e per poter ottenere delle committenze dovevano essere abili in tutte le tecniche.E questo richiedeva la possibilita' di viaggiare da sole, di studiare dal vivo le opere archeologiche e artistiche, di conoscere le anatomie dei corpi umani, uno studio che per una ragazza non era concepibile. E alla fine cio' precludeva ogni possibilita' di potersi affermare.

 

 

        FedeGalizia

A sinistra e qui sopra una natura morta     di Fede Galizia  Pittrice del 1600 contemporanea del Caravaggio. Specializzata in nature morte, la sua, datata 1602, e' la prima del genere in ambito italiano.

A 16 anni, era gią affermata come ritrattista, ma solo se figlie di bottega d'arte le ragazze potevano sperare di imparare e professare la pittura.

 

Caravaggio

Questo il famoso “canestro di frutta “ del Caravaggio. Commenti da fare  ?

 

Vedi anche altre artiste come Artemisia Gentileschi  che doveva chiedere la dispensa papale per indossare  i pantaloni, sotto la veste, piu' comodi per salire sulle impalcature ed eseguire le grandi opere!

Una situazione che porto' diverse  ragazze pittrici a specializzarsi nel genere a  loro piu' accessibile dei ritratti e delle nature morte eseguibili a cavalletto. E non si puo'  certo dire che siano da meno dei loro colleghi  piu'  "famosi!"

                     Marisa Poliani

 

 

Notizie in breve: LE COMPLESSE VICENDE DELL'AVANGUARDIA ARTISTICA: Futurismo.

Prima metà del XX secolo, il Futurismo italiano è stato forse il più complesso, articolato ed ambizioso.
Ha rappresentato certamente il più stimolante e concreto contributo dato dal nostro Paese a quel moto di rinnovamento della Cultura moderna fondato su una nuova concezione della vita basata sulla "civiltà delle macchine", sul progresso e sulle nuove invenzioni industriali.
Di tale stagione di grande fervore rivoluzionario, avviatasi nel 1909 con la pubblicazione parigina del celebre Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti su "Figaro" e tesa alla "Ricostruzione futurista dell'universo" (secondo una suggestiva definizione di Depero e Balla), la mostra inaugurata il 7 luglio scorso al Palazzo delle Esposizioni di Roma (organizzata dal Comune e dal Museo Sprengel) offre una vasta panoramica.
Sono infatti presenti tutti gli artisti comunque riconducibili a tale movimento: Marinetti, Carrà, Boccioni, Sironi, Soffici, Funi, Evola, Prampolini, Dottori, Fillia, Benedetta, Rosai, Dudreville.
Le opere raccolte per l'occasione (più di quattrocento tra dipinti, bozzetti, sculture, progetti di vario genere, arredi, manifesti, abiti e materiale documentario) provengono dai più importanti musei o collezioni private del mondo e raccontano ai visitatori le varie vicende dell'arte in un periodo cronologico ben preciso: dal 1909 al 1944, anno della morte di Marinetti, vero e proprio leader carismatico dell'intero movimento, il quale aveva capito prima degli altri che "la comunicazione è un costituente del tempo moderno, forse il maggiore. E che l'arte deve comunque fare i conti con essa per sfruttarne al meglio le proprie potenzialità", come opportunamente ricordato dallo studioso Gino Agnese nel catalogo Mazzotta presentato per l'occasione.

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Unico modo per una ragazza, in tempi rinascimentali, per dedicarsi all'arte, era quello di non sposarsi e di dedicare il tempo al suo apprendistato dell'arte. Una prerogativa, in questo caso, di giovani figlie di bottega d'arte o di famiglie nobili e ricche.

 
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