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Accademie !?  NO Alle donne.! 

Di quanta carica misogina sono percorsi questi secoli che vedono affermarsi le prime professioniste della pittura . Ne è testimonianza non solo "la caccia alle streghe", che punisce, incarcera, stermina le moltitudini femminili infette dal crimine della perversione eretica. Ma anche la numerosa ribellistica scritta contro la donna. Ad una ragazza era comunque impedito di appartenere alle Accademie artistiche e per poter ottenere delle committenze dovevano essere abili in tutte le tecniche che potevano apprendere solo se figlie d'arte o di ricche e nobili famiglie. Paura forse della concorrenza?

                   Marisa Poliani



A proposito dell'altra metà dell'avanguardia.

"...forse sono state per metà vittime per metà  complici, come tutti del resto  e neppure furono trafitte dalla routine della carriera poiché seppero ascoltare e abitare altre voci, altre stanze. Che non sia sia trattato poi di pedine, o ancelle non regolarmente matricolate di  personalità succedanee lo dimostrano le loro opere e la loro vita. 

Eppure la storiografia ne aveva scolorito i profili, le aveva archiviate come personalità interessanti in quanto legate ai leader dell’epoca secondo la convinzione della musa ispiratrice, dell’alter ego della artista maschio , come proiezione del desiderio (si pensi ai surrealisti) .

Talvolta eliminate anche le tracce sicchè moltissime di queste opere giacevano dimenticate come reperti archeologici e molte autrici mai lette o trattate in quanto persone, ma come il doppio del sociale, come travestite, come camuffate,deformate, distorte.  Certo sono state donne dotate di eccentricità disobbedienza , generosità , tragica grazia.

Ma Bisogna averne conosciute più di una tra quelle ancora vive per chiedersi in che maniera angelicamente lucife-rina abbiano vissuto il loro destino di intellettuali. Del ricordare  smitizzando eventi e persone."

 

  Lea Vergine Da: “L’Altra metà della  avanguardia”

 

MOSTRA SUL FUTURISMO A ROMA

La più vasta rassegna mai allestita nel nostro Paese Di tale stagione di grande fervore rivoluzionario, avviatasi nel 1909 con la pubblicazione parigina del celebre Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti su "Figaro" e tesa alla "Ricostruzione futurista dell'universo" (secondo una suggestiva definizione di Depero e Balla), la mostra inaugurata al Palazzo delle Esposizioni di Roma (organizzata dal Comune e dal Museo Sprengel) offre una vasta panoramica.

benedetta

Sono infatti presenti tutti gli artisti comunque riconducibili a tale movimento: Marinetti, Carrà, Boccioni, Sironi, Soffici, Evola, Prampolini, Dottori, Funi, Fillia, Benedetta, Dudreville.

 


Opera di Benedetta

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Artemisia

Artemisia Gentileschi. (Roma  8 luglio 1593-1652)

so che il nome di donna fa stare in dubbio , si rammaricava Artemisia Gentileschi, ma guardate le mie tele e vedrete cosa sono capace di fare".

Tra le figlie d'arte Artemisia Gentileschi è probabilmente la più famosa.

RosalbaCarriera

Rosalba Carriera. Venezia 1675-1757. Nel 1720 ottiene due importanti riconoscimenti: il 14 gennaio è accolta tra i membri della Accademia di Bologna mentre il 20 ottobre entra a far parte della Académie Royale de Peinture et Sculture di Parigi. L'esempio di Rosalba, lontano dalla ufficialità della lezione accademica, influenzerà profondamente la ritrattistica francese del 1700.

LaviniaFontana

Lavinia Fontana. Figlia del pittore Prospero Fontana, che la educò all'arte, oltre ai ritratti dipinse temi religiosi e mitologici.La sua prima committenza pubblica arrivò nel 1584 per una chiesa di Bologna per la quale realizzò la tela dell'Assunzione della Vergine. Nel 1660  venne incaricata dal Pontefice di eseguire l'Altare Maggiore per la basilica di S.Paolo Fuori Le Mura, purtroppo andato poi distrutto nell'incendio del 1823.

 
ElisabettaSirani

Elisabetta Sirani [Bologna 1638-1665] fu la figlia di Giovanni Andrea Sirani, da cui impara le tecniche pitto-riche, a sua volta insegnerà alle sue giovani allieve. Alla età di 17 anni, già una professionista nella pittura e nella incisione, apre il suo studio ed inizia una proficua carriera in cui realizza, assieme alle sue allieve, più di duecento dipinti e numerose altre opere.

AngelicaKaufman

Angelica Kauffman. (1741- 1807)  pittrice svizzera, specializzata nell'arte della ritrattistica. Allieva di suo padre, Johann Joseph, un pittore di talento mediocre che, tuttavia, impartì alla figlia le conoscenze fondamentali per l'uso dei colori. Angelica aprì il suo salotto ai personaggi più illustri del tempo, accolse persino Goethe che parlò di lei nel suo Viaggio in Italia. Continuò sempre a dipingere soprattutto ritratti.

VigeLeBrun

Vigèe-LeBrun. Gli autoritratti sono indubbiamente fra le immagini più belle e più riccamente colorate mai dipinte, cosa che li rende tanto importanti da essere inclusi in ogni archivio di ricerche visuali. Incontrarono una grande quantità di responsi della critica dal momento in cui erano stati dipinti fino ai nostri giorni. Guadagnava già così tanti soldi che aveva attirato la attenzione della legge che minacciò di arrestarla poiché lavorava senza licenza.

 Frida

Frida Kahlo, la pittrice messicana che visse al tempo della rivoluzione. Nonostante avesse il corpo costretto da busti a causa di un incidente che aveva fatto della sua vita un calvario di sofferenze fisiche. Frida visse travolgenti storie d'amore  con alcuni dei personaggi più interessanti del suo tempo. Sposò il grande muralista Diego Rivera, fu ammirata da Breton e da Picasso, Kandinskij, Duchamp , Mirò.

  Tamara

Tamara De Lempicka . Si forma a Parigi dove conosce Marinetti. Suo maestro è Andrè Lothe , critico d’arte e pittore noto per il suo “cubismo sintetico”. 1939 si trasferisce in America dove espone le sue opere. Si trasferisce a Hollywood. Organizza feste per la Croce Rossa. Alla fine si arruola come sergente durante la guerra.

Pittrice-futurista

Benedetta. Firmava con il solo nome di battesimo, Benedetta. Per lei moglie di Marinetti, era una dichiarazione di esistenza autonoma in quanto artista. Tutta la sua opera fu contraddistinta da uno stile inconfondibile e ricco di fascino. A lungo quasi dimenticata . E' una figura di primo piano nel panorama del Futurismo.

 

Notizie in breve: arriva dalla capitale francese la mostra “PARIS 1900. " Pinacoteca di Barletta

 Dopo le due esposizioni dedicate all’Ottocento, ammirate complessivamente da oltre 85.000 visitatori, arriva dalla capitale francese la mostra “PARIS 1900. La collezione del Petit Palais di Parigi”, che rimarrà aperta dal 1 marzo al 20 luglio 2008. Curata da Gilles Chazal, direttore del Petit Palais, la mostra d’innegabile fascino amplifica l’indagine sull’arte d’Oltralpe con opere di artisti contemporanei a De Nittis, allargando lo sguardo sulla città oltre la pittura, attraverso sculture, oggetti d’arte, arredi, gioielli, ceramiche, stampe, fotografie della fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Un nucleo fondamentale di arte francese, frutto di ordinazioni e acquisizioni, che costituisce ancora oggi uno degli assi portanti delle raccolte del Petit Palais, inaugurato l’11 dicembre 1902, in seguito all’Esposizione Universale, diventando il Palais des Beaux-arts della Città di Parigi.

L’eposizione approda per la prima volta in Italia, nella Pinacoteca di Barletta, dopo essere stata a Bruxelles, Rio de Janeiro, Tokyo e in Québec allo scopo di far conoscere al mondo il ricco patrimonio del Petit Palais, secondo una politica d’esposizioni definita “Ambasciate del Petit Palais”.

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Unico modo per una ragazza, in tempi rinascimentali, per dedicarsi all'arte, era così quello di non sposarsi e di dedicare il tempo al suo apprendistato dell'arte. Una prerogativa, in questo caso, di giovani figlie di bottega d'arte o di famiglie nobili e ricche.

 
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