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Anche in questo esempio copiate questo disegno , trascinate con il cursore a croce, incollate due volte. Poi dalla seconda copia fate dei piccoli cambiamenti. Selezione a stella, della terza figura, dentro l'ovale del viso. Cancellate e riempite del colore del viso. Poi selezionate un occhio dalla seconda faccia. Copiate e incollate nella terza spostando un poco a destra. Sempre con lo stesso sistema alzate un sopraciglio e avrà una espressione interrogativa. Anche la pupilla può essere spostata, come se guardasse a destra. Anche il naso e la bocca dovranno essere spostati. Le parti bianche le riempite con il colore della faccia. Poi come mostra l'esempio qui sotto, chiudete gli occhi. Una volta che avrete una gamma di espressioni, da utilizzare alla occorrenza, potrete anche cominciare a pensare di fare delle animazioni. Con il pennello e il colore della faccia cancellate l'interno dell'occhio. Per aprire la bocca, selezionate e trascinate il quadratino della selezione un poco in giù, e aggiustate il colore scuro all'interno. Oppure 'Allunga/ruota' dal menù 'modifica', dovete calcolare di quanto,in percentuale. Fate varie prove e quelle più riuscite serviranno quando vi occorre un occhio semi chiuso o blu o verde. E' ovvio che si lavora meglio se le dimensioni dei disegni sono più grandi di questi , ridotti per evidenti ragioni di spazio e di leggerezza. Anzi nella riduzione poi non si vedono eventuali difetti. Esempio Queste prove potete farle anche con una vostra foto. Copiando e cambiando nome nel salvataggio, il vostro originale rimarrà sempre intatto. |
Roma vuol fare le cose in grande per il centenario del Futurismo. Ha messo in cantiere 46 eventi, una kermesse che durerà tre mesi. Gongola l'assessore Croppi nell'annunciare la grande bouffe e con lui Bonito Oliva. Il critico cura al Macro Future la rassegna «Futurismo Manifesto 100x100» e si affretta, lui che è nato da una costola della sinistra, a ricordare quanto Gramsci ammirasse Marinetti (perbacco, quel Filippo Tommaso che aderì al fascismo e che Gramsci non incontrò mai). Del resto, a celebrare i cantori della «guerra, sola igiene del mondo» era stato chiamato anche Renato Nicolini, l'architetto comunista che inventò l'estate romana. «Una collaborazione non andata in porto - ha spiegato Croppi, parecchio criticato a destra per la scelta coraggiosa - Avevamo a disposizione poco tempo e il progetto di Nicolini era troppo complesso».
Insomma, questo futurismo relegato dagli anni Cinquanta in un cantuccio, schifato dall'intellighentia di sinistra, dai Guttuso e C. si prende la rivincita e diventa bipartisan. E che la capitale debba fargli corposo omaggio è doveroso. «Roma e Milano furono i due scenari del futurismo», sottolinea Gino Agnese, presidente della Fondazione Quadriennale nonché il biografo di Marinetti e di Boccioni. E infatti Marinetti si trasferisce nella Capitale all'inizio degli anni Venti prendendo casa in piazza Adriana 11. Sempre a Roma c'è il leader della seconda stagione futurista, Prampolini, c'è Balla, fedele al movimento fino agli anni Trenta. «Se si tiene conto che Boccioni e Sant'Elia sono morti, che Sironi aderisce a Novecento di Margherita Sarfatti, che Carrà cambia strada e Severini resta a Parigi, non resta dubbio che la Capitale sia il palcoscenico del secondo futurismo, caratterizzato soprattutto dall'aeropittura», spiega ancora Agnese.
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Bertrand Lavier indaga sul confine, a volte molto sottile, che separa questi due universi oggettuali, e pone in primo piano il feticismo che direziona i nostri comportamenti all’interno di essi. Senza dubbio, l’artista si rifà al grande precedente di Marcel Duchamp e dei suoi ready-made, oggetti qualsiasi esposti in quanto tali nei luoghi istituzionali dell’arte.La mostra è stata esposta a villa Medici Roma. |
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